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La Comune non è mai morta

Nel 2021 ricorre il 150° anniversario della Comune di Parigi. Sin dal 1871 il ricordo della rivolta della popolazione parigina contro il governo, nel bel mezzo della guerra franco-prussiana, non ha mai smesso di alimentare l’immaginario delle lotte nel mondo intero. Simbolo dell’aspirazione popolare a giustizia e libertà, difese armi alla mano, la Commune non è mai morta.

Noi abitanti di Parigi e delle sue periferie, eredi delle lotte per l’emancipazione guidate dai Comunardi, lanciamo un appello per una manifestazione di massa sabato 29 maggio a Parigi, per commemorare questo momento rivoluzionario e riportarlo in vita.

Tra il 18 marzo 1871, giorno in cui i parigini si opposero alle truppe di Versailles venute a disarmarli e il 28 maggio 1871, quando gli ultimi combattenti della Comune furono massacrati dalle truppe del regime repubblicano nate dalle ceneri dell’Impero, si realizzarono le aspirazioni del popolo di Parigi, grazie a un’organizzazione politica basata sulla democrazia diretta e sull’autogestione. Gli abitanti di Parigi avviarono varie misure di trasformazione sociale e politica, tra cui si ricorda il tentativo di costituire un nuovo governo, la requisizione di alloggi vuoti, la sospensione degli affitti e la cancellazione dei debiti di locazione, il divieto del lavoro notturno, la requisizione di risorse produttive abbandonate dai padroni, la gratuità dell’istruzione, la riorganizzazione del lavoro, la parità di retribuzione tra uomini e donne, il riconoscimento della libera unione... La misura più radicale della Comune fu la distruzione dello Stato borghese.

L’idea della Comune e l’immaginario ad essa associato costituiscono un ideale politico di straordinaria attualità. Libertà, giustizia sociale e autonomia : dalle ZAD a Nuit Debout, dalle occupazioni universitarie al movimento del Gilet Gialli, dal Chiapas al Rojava, il ricordo della Comune è senz’ombra di dubbio molto vivo nelle lotte sociali e nei movimenti di emancipazione contemporanei.

Non lasciamo questo ricordo ai negozianti alla moda che si appropriano della sua identità per continuare la gentrificazione della capitale. Non accontentiamoci di una commemorazione culturale-universitaria, nè di una passeggiata fino al Muro dei Federati organizzata dalle sezioni locali dei partiti socialdemocratici. Manifestiamo in massa con i nostri desideri, i nostri slogan e le nostre speranze, in nome degli insorti di ieri e di oggi.

I brutti giorni finiranno.